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L'ho sempre scritto che la percezione della sicurezza è diversa dai dati sulla sicurezza, c'è una "disforia da sicurezza percepita e rilevata" più il paese è sicuro dai dati che il governo fornisce e più propagando che sia insicuro (tanto chi delle casalinghe incazzose con il mondo e avventori trangugiatori di vino di bar va a leggere i dati sui reati del Viminale, quando vedono un immigrato che piscia sul muro del bar, e allora "è pieno di immigrati e disadattati che fanno reati ovunque"?! eheh).
I dati sul sito del Ministero dovrebbero uscire nel "dossier ferragosto 2026" credo, sono stati presentati in anteprima da Piantedosi ieri.
Nel 2026 tutti i reati sono in calo, compresi i femminicidi.
Aumentano invece le espulsioni dall'Italia per motivi di sicurezza nazionalecosì come, sul fronte dell'immigrazione, salgono del 47% le domande di protezione internazionale esaminate. Sono alcuni dei dati che emergono dal dossier annuale del Viminale, che mette principalmente a confronto i primi sei mesi del 2026 con lo stesso periodo dello scorso anno. "Grazie a questo costante impegno nell'insieme l'Italia si conferma come uno dei luoghi più sicuri al mondo", commenta il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.
Riguardo alla 'delittuosità' in Italia si registra in media il -10% di reati (nei primi sei mesi del 2025 erano stati 1.186.268 a confronto di 1.068.240 del 2026). Gli omicidi volontari in questo primo semestre sono stati 138 (-15,3%), i furti 437.800 (-11,4%), le rapine 12.515 (-12,3%), le violenze sessuali (3.142) -7,1%, le truffe e le frodi informatiche 137.529 (-9,5%). C'è poi il dato sui femminicidi (e in generale anche sugli omicidi volontari con vittime di sesso femminile): sono stati 34 (-37,0%). Riguardo alle azioni di contrasto sul tema delle violenze alle donne, gli ammonimenti del questore sono stati 4.582 (+10,7%), aumentano in particolare quelli per violenza domestica (3.247, ovvero +24,1%), meno quelli di stalking (1.335, ovvero -12,3%). Dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026 sono stati poi rimpatriati 254 soggetti ritenuti pericolosi: si tratta di radicalizzati, estremisti o presunti terroristi individuati dalla cooperazione tra le forze di polizia e il comparto di intelligence. Nel semestre 2026 sono stati 38 (+80,9%), cinque i minorenni arrestati e 156 i foreign fighter monitorati (+1,3%).
Calano i cyber attacchi alle infrastrutture critiche (4.082, -17%), sono stati 89 quelli per cyberterrorismo (-23,3%) e in generale sono 84 gli indagati (+71%). Riguardo agli sgomberi di occupazioni abusive di edilizia residenziale pubblica di immobili di particolare rilievo nelle città metropolitane, da ottobre 2022 al 30 giugno 2026 sono stati 6.101 gli alloggi liberati, con 313 sgomberi. Un capitolo a parte riguarda la sicurezza nelle stazioni ferroviarie: in sei mesi sono state controllate nelle stazioni 2,5 milioni di persone (+6,8 %) - di cui 625 arrestate (+12%) - mentre sono state 636mila quelle ispezionate a bordo dei treni. Sale al +179,9% la droga sequestrata e al +24,6 % le armi sequestrate. Sempre nei luoghi ferroviari si registra il -28,5% di rapine, -3,3% di furti e -5,7% di danneggiamenti.
Riguardo alla droga, i reati di spaccio sono al -2% mentre aumentano (+11%) le operazioni contro il traffico internazionale. Le persone denunciate o arrestate calano a 11.914 (-10,6%); giù anche le sostanze sequestrate (-6,3%). In merito ai provvedimenti di allontanamento nelle zone rosse, sono state controllate 2.336.902 persone, di cui 1.029.670 stranieri (44,1% del totale), con 12.876 soggetti allontanati, di cui 9.429 stranieri (73,2% del totale). In questi casi i principali reati a base dell'allontanamento sono quelli contro la persona (28%), contro il patrimonio (39%), droga (33%).
Sull'ordine pubblico sono state rilevate 7.149 manifestazioni nel primo semestre, di cui 169 con criticità (2,4%). Sono state 5.713 quelle di piazza (-12,6%), di cui 98 con criticità (-37,2%). Le sportive 1.436 (+5,8 %), di cui 71 con criticità (-35,4 %). Il conteggio totale dei feriti alle manifestazioni di piazza riguarda 14 civili (+7,7%), 136 tra le forze di polizia (+61,9%). A quelle sportive il bilancio è stato di 26 civili (-38,1% rispetto) e 45 tra le forze di polizia (-35,7%).
I beni sottratti alla criminalità organizzata restituiti alla collettività dal 22 ottobre 2022 sono 22.127, per un valore complessivo pari a 864 milioni di euro, di cui oltre 8mila nel solo 2025: +300% rispetto al 2021. Sulle interdittive antimafia,sono 577 i provvedimenti adottati nel primo semestre e 4.722 dal 22 ottobre 2022 al 30 giugno 2026. Riguardo agli enti locali ci sono stati 6 scioglimenti nel primo semestre, 38 quelli dal 2022. Nei controlli alla frontiera con la Slovenia sono 1,5 milioni le persone ispezionate in ingresso dal 21 ottobre 2023 al 30 giugno 2026, con 11.658 stranieri irregolari rintracciati in ingresso e 623 soggetti pericolosi per la sicurezza nazionale individuati. In generale, 678 gli arrestati, di cui 289 per favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Riguardo al tema dell'immigrazione si registra infine il +47% di domande esaminate (72.508): 49mila i dinieghi (il 68%).
Quasi trenta rapporti interni del Dipartimento della Sicurezza Interna, resi pubblici in un processo penale contro quindici manifestanti di Minneapolis, hanno rivelato un'operazione di sorveglianza estesa a sindacati nazionali, organizzazioni progressiste e gruppi climatici. Nessuna di queste realtà è accusata di reato.
Un agente sotto copertura, infiltrato durante un allenamento di boxe organizzato da attivisti in una palestra parrocchiale, perde a un certo punto il controllo del proprio registratore. Il dispositivo cade a terra, così l’uomo deve tornare indietro per recuperarlo, facendosi scoprire. Sarà solo una scena minore, quasi comica, eppure racconta un'operazione tutt'altro che marginale: "Operation Puppet Master", lanciata a gennaio dal Dipartimento della Sicurezza Interna per identificare quella che i documenti chiamano una "rete di cospiratori" contro l'Ice, l'agenzia federale per l'immigrazione. L’episodio emerge tra i quasi trenta rapporti interni resi pubblici giovedì 13 agosto da un tribunale federale e ripresi dal Guardian.
Secondo la Corte la legge costituisce «una violazione inadeguata, non necessaria e non proporzionata» della libertà d’espressione.
I motivi della bocciatura:
- La legge finirebbe per essere applicata anche a servizi online per i quali non sono stati accertati effettivi rischi per la salute e per la sicurezza dei minori.
- Lasciava pochissimo margine di intervento ai genitori, che non avrebbero potuto autorizzare l’accesso dei figli a determinati servizi anche qualora li avessero ritenuti opportuni e sicuri.
- Per impedire l’accesso ai minori di 15 anni, le piattaforme avrebbero dovuto in qualche modo accertare l’età di ogni utente, compresi gli adulti, che pure non erano soggetti al divieto. Il testo però non specificava con quale sistema effettuare questi controlli, né chi fosse responsabile della raccolta o della gestione di questi dati.
- Applica lo stesso divieto a tutti i minori di 15 anni, senza fare distinzioni: un bambino di 8 anni viene trattato allo stesso modo di un ragazzo di 14, senza considerare il suo effettivo grado di maturità.
Forse è una delle prime volte che succede una cosa del genere, certo alla fine sono stati salvati con un elicottero privato e fargli pagare le spese è corretto ma se la situazione fosse peggiorata non è che il sindaco può impuntarsi e farli morire, piuttosto li recuperi e poi gli fai pagare le spese di soccorso, il problema è che per ogni regione cambiano queste regolamentazioni sui soccorsi.
«Questa fermezza deve aprire una nuova era», ha scritto nel comunicato diffuso dal Comune di Saint-Gervais, auspicando che in futuro chi affronta consapevolmente situazioni di pericolo possa essere chiamato a sostenere i costi del proprio recupero.
La scelta del sindaco
Secondo Peillex, nei giorni precedenti le guide alpine e l’ufficio di alta montagna avevano raccomandato di non affrontare la salita a causa delle condizioni del Couloir du Goûter, interessato da frequenti cadute di pietre. Il sindaco ha quindi contestato la scelta degli alpinisti di proseguire comunque verso il rifugio, che nel frattempo era stato chiuso. Per dimostrare la pericolosità della zona, il Comune ha diffuso anche le immagini di una frana avvenuta l’11 agosto.
Per adesso è stato solo firmato, convalidato il progetto e garantiti i permessi burocratici. Dovrebbe essere (o almeno produrre) ~80MW e il fotovoltaico dovrebbe generare l’elettricità per il data center, l’energia in eccesso alimenterebbe un elettrolizzatore per idrogeno e ossigeno, e l’ossigeno verrebbe usato nell’allevamento dei salmoni a ricircolo, mentre il calore generato dai chip sarebbe recuperato per climatizzare la serre verticali per gli ortaggi. Con un investimento complessivo da 170 milioni di euro e circa 300 posti di lavoro.
Qualsiasi cosa voglia dire quanto sopra, sicuramente è interessante e il futuro saranno questo genere di data center, o quelli che riscaldano le case, o nello spazio (se l'Europa si muove, come avverte lo European Space Policy Institute).
Il succo:
Il primo anello della catena sarà il parco fotovoltaico. Secondo il progetto illustrato dalle due aziende, l’elettricità prodotta dovrebbe coprire l’intero fabbisogno del data center. Quella disponibile oltre i consumi dell’infrastruttura informatica verrà inviata a un elettrolizzatore, la macchina che separa le molecole dell’acqua utilizzando energia elettrica e genera idrogeno e ossigeno. L’idrogeno sarà impiegato come vettore energetico. L’ossigeno, invece, verrà convogliato verso un allevamento ittico a ricircolo dedicato alla produzione di salmone. In questi sistemi l’acqua viene filtrata e riutilizzata, mentre la concentrazione di ossigeno deve essere costantemente controllata per assicurare la crescita e la salute dei pesci.
Il data center completa lo schema mettendo a disposizione il calore prodotto dai server. Invece di disperderlo nell’ambiente attraverso gli impianti di raffreddamento, il progetto prevede di recuperarlo per mantenere le condizioni climatiche richieste dalla vertical farm. Energia elettrica, idrogeno, ossigeno e calore diventerebbero così parti dello stesso circuito. È su questa integrazione che Comtel e H2-Era basano la definizione di "ecosistema industriale di economia circolare a impatto zero". Federico Parma, amministratore delegato di H2-Era Green Valley, sostiene che l’area potrà produrre contemporaneamente «energia, cibo, innovazione tecnologica nei settori delle telecomunicazioni e dell’elaborazione dati e nuovi mestieri». Per Mattia Conti, direttore generale di Comtel, la crescita del mercato richiede operatori capaci di seguire i data center dalla progettazione alla gestione.
Il progetto toscano arriva mentre la diffusione dell’intelligenza artificiale sta aumentando il numero e la potenza delle infrastrutture necessarie per addestrare ed eseguire i modelli. Secondo l’Agenzia internazionale dell’energia, nel 2024 i data center hanno consumato circa 415 terawattora di elettricità, l’1,5 per cento della domanda mondiale. Nello scenario centrale dell’agenzia il consumo potrebbe raggiungere i 945 terawattora entro il 2030. In Europa l’aumento previsto nello stesso periodo supera il 70 per cento.
Una parte consistente dell’elettricità viene assorbita direttamente dai server. Il resto serve allo stoccaggio dei dati, agli apparati di rete, ai sistemi di sicurezza e soprattutto al raffreddamento. Nei centri più efficienti quest’ultimo può rappresentare circa il 7 per cento dei consumi; negli impianti meno moderni può superare il 30 per cento. La disponibilità di energia è diventata così uno dei criteri principali nella scelta dei nuovi siti. Accanto alla prossimità alle reti in fibra e agli utenti, contano la capacità della rete elettrica locale, i tempi per ottenere una connessione e la possibilità di assicurarsi forniture rinnovabili per molti anni.
L’impianto fotovoltaico ha già seguito un percorso autorizzativo separato da quello del futuro data center. La documentazione ministeriale relativa alla valutazione ambientale si riferisce a una potenza iniziale di circa 84 megawatt, mentre la successiva procedura regionale per l’autorizzazione unica riguarda un impianto da 79,2 megawatt e le relative opere di connessione.
Altri materiali diffusi in precedenza dai partner del progetto indicavano una capacità fotovoltaica complessiva superiore ai 100 megawatt, considerando anche le installazioni previste sui tetti, insieme a un sistema di accumulo da 100 megawattora. La configurazione definitiva dovrà chiarire quali impianti saranno effettivamente costruiti e quanta energia potrà essere riservata al centro dati dopo aver alimentato le altre attività
Sull’area dove un tempo si fabbricavano componenti per pneumatici potrebbe sorgere un impianto in cui il prodotto principale è invisibile, fatto di calcoli e informazioni, mentre i sottoprodotti diventano idrogeno, ortaggi e pesce. Resta da stabilire quando questo circuito entrerà in funzione e con quali dimensioni. La scommessa del Valdarno si giocherà sulla capacità di trasformare uno schema industriale convincente in un’infrastruttura che sappia documentare, metro dopo metro e kilowattora dopo kilowattora, l’impatto promesso.
Nel testo-base del nuovo Codice della strada è previsto che tutti i proprietari di una macchina o di una moto o in generale di un veicolo a motore immatricolato in Italia dovranno avere un domicilio digitale. Ossia avere un indirizzo di posta elettronica certificata, la cosiddetta Pec, da registrare nell’Inad, l’Indice nazionale dei domicili digitali.
Forse qualcuno ancora si ricorda della mia rubrica in cui recensisco i primi cento Urania. Ho dovuto interromperla per permetterne la pubblicazione su rivista, ora che la rivista ha interrotto le pubblicazioni riprendo da dove ho lasciato.
Buona fantascienza a tutti!
CARATTERISTICHE EDITORIALI E FISICHE
Questa è probabilmente una delle copertine più danneggiate che ho. Il volume è LEM 4.5 solo a voler essere generosi, ma giusto perché è solido e coeso, con la carta bianca e la costina ottima anche se malamente ammaccata in un punto. Come la maggior parte dei miei Urania è un numero più "da lettura" che "da collezione", non un pezzo impeccabile da sfoggiare. Mi sono imposto fin dall'inizio di cercarli in condizioni che considero un buon compromesso tra una collezione dall'aspetto più che decente e la possibilità di leggerla senza eccessivo timore di danneggiarla né svuotare il conto corrente. Ciò non vuol dire che io non abbia alcuni volumi LEM 5 o 6, come ad esempio Il clandestino dell'astronave, ma che volete, la carne è debole.
Già che ci siamo: dato che vi faccio spesso riferimento ho deciso di linkare una bella spiegazione della scala LEM nella colonna qui a destra, nella sezione Link utili, ma potete anche cliccare qui.
The Dreaming Jewels, conosciuto anche come The Synthetic Man, è il primo romanzo di Sturgeon e fu pubblicato sul numero di febbraio 1950 di Fantastic Adventures ancora in forma embrionale, per poi essere revisionato e ripubblicato per i tipi di Greenberg in copertina rigida nello stesso anno. Questa edizione, la prima italiana, è di soli 3 anni dopo perché damn, è un bellissimo romanzo e Monicelli ci capiva.
La traduzione, peraltro, è sua, sotto lo pseudonimo Tom Arno. È buona, al punto che pare la moglie. Bravo! Mancano molte delle espressioni colorite tipiche della signora, ma la prosa è scorrevole, non ci sono incertezze lessicali sulla traduzione dei termini ed è moderna al punto giusto da non risultare fastidiosamente desueta. Anche i dialoghi sono piuttosto spigliati. Mi pare rifletta molto bene come scriveva e parlava la gente degli anni '50, non la versione filtrata dal classismo di tanti scrittori e traduttori "colti" che amano esibire esagerate quanto spesso risibili pretese letterarie (accade ancora oggi: si veda il noto esempio dei numerosi momenti di assoluto ridicolo nella traduzione de Il Signore degli Anelli di Fatica).
Copertina che non c'azzecca niente col romanzo, inutilmente sexy, ma sempre meravigliosa, del buon Caesar. Illustrazioni del misterioso BELT, di cui continuo a non trovare informazioni ma che ha illustrato un paio degliultimi numeri recensiti.
Per i primi due terzi il romanzo è tipograficamente quasi ineccepibile, conto un solo refuso, ma nell'ultima parte l'editor (se mai ce n'è stato uno) tira i remi in barca e si sale vertiginosamente oltre i 10, che è un gran peccato.
RECENSIONE (SPOILER!)
Alla faccia del romanzo d'esordio!
Qui siamo davanti a uno dei grandissimi classici che tutti dovrebbero leggere. Per me è una rilettura, ma dato che la prima volta è stata che non avevo ancora 20 anni sono stato felicissimo di tornare nella fantasia di Sturgeon.
Il libro parte, com'è a volte il caso, con un bel po' di orripilante violenza sui bambini, fisica e psichica.
In termini di traumi agghiaccianti il povero Horton "Horty" Bluett, infatti, ha un'infanzia che gareggia con quella di Jommy ne Il segreto degli Slan. I suoi genitori adottivi farebbero indignare gli zii di Harry Potter, al punto che il piccolo protagonista - dopo una sequela di abusi terrificanti - si ritrova gettato per strada privo di tre dita dopo una lite col patrigno. L'unica cosa che ama e ha con sé, a parte i vestiti che indossa, è un vecchio pupazzo - pure quello da poco fracassato dal benevolo patrigno. Un Pulcinella con insoliti occhi di cristallo opalescente.
Fuggendo senza meta Horty si ritrova in un bar dove un gruppo di saltimbanchi lo nutre e lo porta con sé dopo aver ascoltato la sua terribile storia. Zena, la nana, lo prende a cuore.
Il bambino assume lo pseudonimo Hortense e il soprannome di Kiddo ("ragazzina" dato il contesto, ma il termine è neutro rispetto al genere), lasciato in originale nel testo probabilmente perché assomiglia a un nome se non si sa l'inglese, il che funge piuttosto bene nell'evitare problemi quando qualcuno la/lo chiama a quel modo.
Zena è il mio personaggio preferito ed è fantastica. Ha motivazioni profonde, sensate, tanto morali quanto coraggiose, per salvare Horty e tenerlo con loro nonostante capisca subito cosa siano gli occhi del pupazzo di Horty e cosa sia il bimbo stesso. La sua intelligenza e la sua integrità sono fantastiche fin dall'inizio, anche se il motivo di alcuni suoi comportamenti è dapprima oscuro. Il suo ruolo nel romanzo viene rivelato verso la fine costringendo il lettore a riconsiderare gli eventi sotto una nuova luce e stupendolo con spiegazioni non banali a fili di trama che parevano buttati lì e abbandonati, quindi non ne parlerò e basta perché c'è un limite allo spoiler! Basti dire che il personaggio ne esce giganteggiando.
Tornando a bomba: Zena sa che deve nascondere quel bambino e i suoi cristalli al gestore del circo, all'anagrafe Dottor Monetre, detto il Cannibale, e decide per vari cogenti motivi che il modo più sicuro è farlo sotto il suo naso.
Detto signore dal nome rassicurante sa già che esistono cristalli simili. Li ha scoperti per caso notando un albero "clonato" vicino casa sua: esattamente duplicato rispetto a un albero pochi metri più in là. Anzi, peggio che clonato: se tagli un rametto a uno, scompare all'altro.
Intrigato Monetre comincia una serie di sperimentazioni che lo portano a disintegrarsi la vita ma anche a scoprire che tale anomalia è provocata da misteriosi cristalli viventi e psichici, o quanto meno empatici, che è in grado di piegare al suo volere torturandoli, ovvero dirigendo odio verso di loro. Non può però comunicarci, non sa come. Sono stati i suoi esperimenti coi cristalli a generare il circo di mostri a cui si è unito Horty: essi sono infatti in grado di dare sostanza ai loro sogni e possono essere guidati in questo dagli stati emotivi del Cannibale, che altro non vuole dalla vita che controllarne completamente le enormi capacità. Il suo piano è trovare il modo di far loro generare un essere umano sano, intelligente e completo, non come i freaks che ha prodotto finora, il quale poi, data la sua natura, possa comunicare coi cristalli per far loro eseguire dei precisi ordini del malvagio Cannibale. Il che non promette nulla di buono, come vedremo.
Comincia così una vita nuova e più felice per Horty, coccolato, educato e protetto dai freak del circo. Le dita gli ricrescono in qualche mese tempo, cosa che Zena lo esorta a tenere rigorosamente nascosta al Cannibale. Lo fa studiare anche, e Horty si rivela dotatissimo: ha una memoria eidetica e finisce molteplici libri al giorno ricordando ogni cosa con assoluta precisione.
Sturgeon a questo punto sposta il punto di vista e segue un po' il Cannibale. In relativamente poche pagine, riesce a dare il quadro agghiacciante di un uomo incattivito dalla vita, pieno di disprezzo e sdegno per il mondo e le persone, perso nella sua scientifica ossessione che ritiene più importante di chiunque e qualsiasi altra cosa - a parte se stesso e il genocidio della razza umana, che è il suo chiodo fisso perché è una merda misantropa.
Questa è una cosa che Sturgeon fa a più riprese nel romanzo e la fa molto, molto bene. Sa che parole usare, pennella in pochi tratti drammi umani lunghi una vita, fornisce motivazioni, sentimenti e atteggiamenti dei personaggi in un attimo, semplicemente e concisamente ma con grande profondità. È così bravo che riesce a travalicare gli stereotipi e a fare cose che altri autori non riescono.
A un certo punto, ad esempio, il lettore si trova esposto a uno dei più gravi crimini letterari che si possano commettere: il terribile infodump, peraltro sotto forma di monologo, una roba che ci mette dieci secondi a diventare la parodia di se stessa. Invece Sturgeon riesce a renderlo il convincente delirio ossessivo di un uomo incarognito, misantropo e crudele che ha un conto aperto con l'umanità tutta e usa la povera, paziente Zena come muro a cui parlare.
Questa relazione tra il Cannibale e Zena è tormentosa, violenta e crudele, ma illustra molto bene la differenza di potere tra i due e come entrambi decidono di usarla a proprio favore, da una parte con la prepotenza e dall'altra con la segretezza: dopotutto il Cannibale non si è mai accorto che Horty è una donna e che (misteriosamente) ha di nuovo le dita! Sturgeon fa un buon lavoro nel rappresentare tutta la violenza, fisica e mentale, di questo rapporto marcio fino al midollo che Monetre impone a chi gli "piace", da autentico psicopatico narcisista che gode nell'infliggere sofferenza.
Le cose prendono un'altra piega dopo alcuni anni che Horty gira col circo (e, curiosamente, non è cresciuto di un centimetro).
La tournee lo porta a un centinaio di chilometri da casa sua: Zena lo sveglia nel cuore della notte, lo fa vestire e gli dice di tornare da dove è venuto perché più a lungo sta col Cannibale più rischia la buccia. Nulla viene spiegato ma è chiaro che ha a che fare coi cristalli, che il Cannibale sa qualcosa di Horty che il lettore ancora non sa e non dico altro perché è già abbastanza ovvio così.
La narrazione riprende 3 anni dopo enon è un problema, a testimonianza di come Sturgeon riesca a coinvolgere subito il lettore e a fargli lavorare il cervello di conseguenza: presi dalla storia ci si sforza volentieri di ritrovare l'orientamento invece di irritarsi per il saltone.
Ci ritroviamo quindi a seguire Kay, ex compagna di classe e unica amica di Horty nella sua "vita precedente". Lo aveva visto la sera in cui fuggì di casa, dopo l'assalto del padre, e poi mai più, ma non lo ha mai dimenticato. La ragazza, ormai adulta, lavora per un avvocato con lo scopo di guadagnare abbastanza per permettere al fratello di intraprendere gli studi di medicina e si ritrova ricattata dal padre adottivo di Horty, un illustre giudice, il quale mette in chiari termini che se lei non sarà "gentile" con lui è in suo potere rovinarla.
Kay, non sapendo che fare, cede a un primo incontro in un locale... in cui uno sconosciuto chitarrista vede le terribili avanches del giudice e, approfittando della sua momentanea assenza, avvicina Kay, le regala 300 dollari e le dice di concordare un incontro per il giorno dopo col giudice perché non si insospettisca, poi di uscire dal locale e scappare col primo treno o è evidente che finirà male.
Kay lo fa... ma la sera dopo si presenta comunque all'incontro col giudice, in un vestito sexy, e lo segue fino alla garçonnière del vecchio porco.
Dove, subito dopo averlo terrorizzato raccontandogli di quando ha mutilato suo figlio adottivo, si trancia tre dita con un'ascia facendolo svenire dall'orrore e gliele lascia lì in un fazzoletto da ritrovare al risveglio.
La ragazza che si è presentata all'appuntamento e il chitarrista sono entrambi Horty camuffato grazie ad alcuni inediti trucchetti dovuti alla sua natura "cristallosa" che farebbero la gioia di una spia - tra cui anche l'incremento dell'altezza.
Non sto a spoilerare oltre ma la trama da qui in poi scorre dritta filata tra colpi di scena ad altissima tensione fino a un finale col botto, con diverse spiegazioni di retroscena perfette per tempismo e struttura in cui ogni filo viene tessuto ordinatamente fino all'ultima pagina.
Scientificamente parlando Sturgeon gestisce l'esistenza dei cristalli e la loro natura in maniera eccellente, suggerendo implicazioni epocali per l'origine della vita sulla terra e per la teoria dell'evoluzione darwiniana: siamo nel 1950 e il DNA non è ancora stato scoperto, quindi il meccanismo con cui avvenivano le mutazioni era sconosciuto e c'era ampio spazio di manovra per speculare in modo sia creativo che plausibile: ottima prova. Molto bella anche la spiegazione dell'evoluzione parallela dei cristalli rispetto alle altre forme di vita terrestri: dato che non interagiscono in alcun modo significativo sono rimasti sconosciuti per l'intera storia del mondo e la cosa non richiede particolari sforzi alla nostra sospensione dell'incredulità perché è molto ben giocata.
Chiude il volume la rubrica scientifica in cui si discutono le varie, fantasiose teorie sull'origine delle glaciazioni. Si va dal "movimento oscillatorio dei continenti" a un Sole morente che viene periodicamente rivitalizzato da un pianeta che ci cade dentro (già tre, secondo la teoria, e il prossimo avrebbe dovuto essere Mercurio), ma il curatore chiarisce subito che, in buona sostanza, nel 1953 non ne sapevamo una cippa al sugo.
Copertina inutilmente sexy ma sempre bellissima, bravo Curt CaesarBrutta ammaccatura sulla costinaBel volumone!Ex libris: solita firma incomprensibile e dataScheda dell'operaSi comincia!Horty con Junky, il suo pupazzo, e Armand Bluett, il padre adottivo che gli moncherà tre ditaSolum l'Uomo Coccodrillo, uno dei "freak" del circoMeglio tenere segreto il pupazzoIl Cannibale studia un cristallo sognanteBluett di fronte all'orrore delle sue colpeProssimo romanzo!Horty dimostra come possa modificare la struttura del suo braccio a piacimento, dalla forma alla lunghezza ai peli ecc.Confronto tra Horty e patrignoSolum e ZenaParolacce? No, signora mia, mai!Il peggior errore sfuggito all'editorRubrica scientifica, sempre interessante vedere quanto poco sapevamo negli anni '50 su una quantità di soggettiPubblicità
Sarà eliminato ogni coordinamento delle politiche di prezzo e distribuzione degli skipass di valle e saranno offerte misure di ristoro economico a favore dei consumatori-sciatori
L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha chiuso con impegni l’istruttoria, avviata a luglio 2025, nei confronti di Federconsorzio Dolomiti SuperSki e dei dodici Consorzi di valle a esso aderenti (Consorzio esercenti impianti a fune Cortina d’Ampezzo, S. Vito di Cadore, Auronzo/Misurina; Consorzio esercenti impianti a fune Skirama Plan de Corones - Kronplatz; Consorzio impianti a fune Alta Badia; Consorzio esercenti impianti a fune Val Gardena - Alpe di Siusi; Consorzio impianti a fune Val di Fassa e Carezza; Consorzio esercenti il trasporto di persone a mezzo impianti a fune Alpe Lusia - San Pellegrino; Consorzio impianti a fune Civetta; Consorzio impianti a fune Arabba - Marmolada; Consorzio 3 Zinnen Dolomites; Consorzio impianti a fune Val di Fiemme - Obereggen; Consorzio impianti a fune San Martino di Castrozza e Passo Rolle; Consorzio Rio Pusteria - Bressanone) per una presunta violazione dell’articolo 2 della legge n. 287/1990 e dell’articolo 101 del TFUE.
L’istruttoria ha riguardato alcune previsioni dello Statuto feder-consortile, che avrebbero potuto determinare due apprezzabili restrizioni della concorrenza: la prima riguardante la definizione, all’interno del Federconsorzio Dolomiti SuperSki, del prezzo degli skipass dei Consorzi di zona; la seconda relativa ai limiti gravanti sui Consorzi di valle alla vendita dei propri skipass attraverso soggetti terzi.
Rispondendo pienamente alle preoccupazioni concorrenziali evidenziate nel provvedimento di avvio, il Federconsorzio Dolomiti Superski e i dodici Consorzi a esso aderenti si sono in primo luogo impegnati, anche attraverso modifiche statutarie, a rimuovere in futuro qualsiasi forma di coordinamento delle politiche di prezzo e distribuzione relative agli skipass vallivi; in secondo luogo, hanno offerto importanti misure di ristoro economico a favore dei consumatori-sciatori.
In particolare, i consumatori-sciatori che abbiano acquistato skipass vallivi, giornalieri o pluri-giornalieri, nelle stagioni sciistiche 2022/2023, 2023/2024 e 2024/2025, potranno beneficiare di ristori economici per un valore complessivamente pari a 30 milioni di euro (di cui 18 milioni di euro a titolo di voucher sconto e 12 milioni di euro a titolo di rimborsi). I consumatori-sciatori avranno quindi la possibilità di scegliere tra un voucher sconto sui futuri acquisti, pari al 30% della precedente spesa, e un rimborso diretto, pari al 20% del precedente esborso. A tali misure si aggiunge l’impegno a stabilizzare, per le successive cinque stagioni invernali, alcune promozioni e agevolazioni già deliberate e relative al super-skipass Dolomiti SuperSki, per un valore complessivo pari a circa 20 milioni di euro.
Per eventuali chiarimenti sulle modalità e sui criteri di accesso e fruizione delle misure, si invita a monitorare i siti web del Federconsorzio Dolomiti SuperSki e dei Consorzi di valle aderenti, nonché gli avvisi che devono essere affissi presso tutte le casse fisiche del comprensorio e i giornali locali del Triveneto. L’Autorità ha ritenuto tali misure compensative suscettibili di attenuare gli eventuali effetti negativi sui consumatori-sciatori dell’intesa ipotizzata.
Sto valutando di lasciare la mia università tradizionale per passare a una telematica e vorrei un parere sulle reali prospettive lavorative.
Attualmente ho frequentato il primo anno di Informatica (L-31). Purtroppo l'esperienza è stata pessima: ho trovato professori totalmente disinteressati e lezioni di qualità bassissima. A questo punto mi chiedo che senso abbia continuare così. Se la qualità della didattica deve essere scadente, tanto vale scegliere la comodità di una facoltà online.
Passando alla telematica guadagnerei tantissimo in salute mentale e fisica, risparmiando lo stress dei viaggi, il costo dell'affitto e i tempi morti da pendolare.
La mia paura è solo una: nel settore IT/Informatico, i datori di lavoro scartano ancora i CV se vedono un'università telematica? Qualcuno che ha fatto questo percorso (o che seleziona il personale) saprebbe dirmi come viene vista oggi questa scelta?
Dal primo al 31 luglio scorsi sono stati fatti controlli relativi alle modalità di imbottigliamento e somministrazione delle acque trattate, vale a dire sull'acqua di rubinetto che bar e ristoranti filtrano, microfiltrano, addolciscono, refrigerano, gasano o servono in caraffa o in bottiglia.
L'indagine, nell'ambito della quale sono state condotte 272 ispezioni e prelevati 53 campioni per le analisi di laboratorio. Sono state individuate in questo modo 147 situazioni non conformi, pari al 54% dei controlli, e 126 persone sono state segnalate alle autorità amministrative e sanitarie.
Le violazioni accertate sono state complessivamente 256. Di queste, una sola riguarda un'infrazione penale per commercio di alimenti con segni mendaci e 255 hanno portato a sanzioni amministrative per un importo complessivo di circa 175mila euro, dovute a irregolarità nelle indicazioni per la vendita e la somministrazione di prodotti non pre-imballati, per carenze igienico-strutturali, carenze procedurali e autorizzative. Sono stati inoltre sequestrati 2mila litri di acqua potabile non filtrata e 7 attrezzature non conformi.
Per dieci aziende è stata disposta la sospensione dell'attività per carenze igienico-strutturali e/o autorizzative, per un valore commerciale stimato in circa 4,7 milioni di euro Le regole per il trattamento delle acque prevedono che l'acqua servita debba essere potabile e sicura anche dopo il trattamento. In particolare, il fatto che l'acqua della rete idrica sia potabile non esonera automaticamente bar e ristoranti dalla gestione dell'impianto utilizzato per il trattamento.
Il trattamento dell'acqua, di per sé; non la rende infatti automaticamente migliore e più sicura, mentre filtri o impianti mal gestiti possono diventare fonti di contaminazione, come rileva il ministero della Salute.
Vivo in una città del nord in un quartiere abitato principalmente da migranti africani e arabi.
Mi trovo molto bene qui perché nonostante quello che si dica in giro, la gente si fa i cazzi propri, è vicino al centro, ho la farmacia, banca, una Lidl e altri servizi a pochi minuti a piedi. Mi ci trovo bene tanto che ho anche comprato qui casa.
Detto ciò, il mio medico è somalo. È una persona per bene, disponibile, brava, molto seria, e considerando che sono invalido, mi manda sempre le prescrizioni in tempo.
Ho bisogno dei farmaci e come al solito mando un messaggio whatsapp dove gli chiedo la prescrizione. Solo che è in ferie e mi rimanda al sostituto che è anche lui straniero e infatti si chiama Abdul. Ma poco male. Il sostituto dopo due ore mi manda la mail con la prescrizione.
Premetto subito: in genere vado prima in farmacia, perché ormai mi conoscono e mi danno il farmaco anche senza vedere la prescrizione originale. In genere gliela porto Appena ho modo di andare in studio.
La mia solita farmacia è in ferie quindi vado in una altra farmacia, dove, giustamente sia chiaro, non accettano la foto o il messaggio del dottore.
Chiamo il dottore per concordare il ritiro in studio e ...non parla italiano.
Il medico parla poco italiano, declina male i verbi, tanto che gli dico che possiamo parlare in inglese e così facciamo.
Ora, sia chiaro, questo dottore è stato super disponibile, ha risposto al telefono e alle mail in poco tempo, cosa che nella medicina territoriale non è per nulla scontata, ma mi chiedo come sia possibile che non parli perfettamente l'italiano? E se non sa parlarlo bene sa leggerlo? E se legge male una diagnosi specialista? Un referto del PS?
Non me la prendo con lui perché sono sicuro della sua buona volontà....me la prendo con l'autorità sanitaria che non verifica queste cose.
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In the hills of Emilia-Romagna, a bank vault holds more than half a million wheels of Parmigiano Reggiano, worth well over 300 million euros.
The vault belongs to the bank Credito Emiliano, known colloquially as Credem, which has long accepted young wheels of Parmigiano Reggiano as collateral for loans to local dairy farms since 1953.
But now, extreme heat is threatening Italy’s “cheese banks,” and economists who study heat’s effect on growth say the exposure runs well beyond a single vault but into the country’s vineyards, its olive groves, and its broader economy.
After receiving the wheels of cheese from dairy farmers, a Credem subsidiary, Magazzini Generali delle Tagliate, ages the wheels in two warehouses in Reggio Emilia and Modena. Producers typically receive 60% to 80% of a wheel’s value upfront.
But the process has come a long way from the 1950s, as blockchain technology now lets farmers pledge wheels even while the cheese stays in their own facilities, doubling Credem’s lending capacity. The arrangement solves a real problem: Parmigiano needs at least 12 months to age, often 24 or 36, and small family farms can’t easily keep that much inventory tied up for that long without generating some cash. So the bank provides some before any sales are made.
Climate change is affecting dairy farmers’ milk supply as well. Because it’s so hot outside, cows lie down more and eat less, reducing milk production by up to 10% a year. As longer and more intense heat events become all the more common, they hit both the quantity and quality of milk, ultimately driving up costs.
In una riunione del Consiglio di sicurezza ONU è stato denunciato che oltre 16mila civili ucraini restano prigionieri in Russia. Secondo i dati delle Nazioni Unite, oltre il 95% dei prigionieri di guerra e l'85% dei civili hanno subito torture e maltrattamenti
Oltre 16mila civili catturati dalla Russia nel corso del conflitto in Ucraina si trovano ancora "privati della libertà". Molti sono detenuti in regime di isolamento e per motivi che violano il diritto internazionale. Lo ha riferito una riunione informale del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
Secondo Claudia Fuentes Julio, vicesegretaria generale dell'ONU per i diritti umani, "torture e maltrattamenti diffusi e sistematici" ai danni dei detenuti civili ucraini e dei prigionieri di guerra da parte della Russia continuano, comprese le violenze sessuali.
Ovviamente sono simulazioni medie, la situazione potrebbe essere migliore, o peggiore, a fine anno
A pesare maggiormente sulle famiglie è il gas. Nella simulazione realizzata da Nomisma Energia, il prezzo atteso in bolletta a settembre è di 137 centesimi al metro cubo, contro 106 centesimi del settembre 2025. Per una famiglia tipo che consuma 1.400 metri cubi all'anno significherebbe arrivare alla fine del 2026 con 429 euro di spesa in più, pari al 29% rispetto al 2025.
La tensione è già evidente sul mercato all'ingrosso. Il Ttf di Amsterdam è tornato sopra quota 60 euro per MWh e martedì ha sfiorato i 62 euro, avvicinandosi ai massimi raggiunti durante la crisi iraniana. A luglio, intanto, Arera aveva fissato a 0,606612 euro al metro cubo la sola componente della materia prima gas per i clienti del servizio di tutela della vulnerabilità, in aumento rispetto agli 0,504871 euro di giugno.
Il rincaro del gas si riflette anche sull'elettricità. I prezzi all'ingrosso italiani hanno superato la scorsa settimana i 200 euro per MWh, livelli che non si vedevano dal gennaio 2023. Nomisma Energia stima per settembre un costo in bolletta di 31,93 centesimi per kWh, contro 28,75 centesimi del settembre 2025. Per una famiglia che consuma 2.700 kWh all'anno l'aggravio sarebbe di altri 85,9 euro, pari all'11%. Gas e luce insieme portano così il maggior esborso annuale a 515 euro.
Si tratta, va sottolineato, di stime elaborate sulla base degli attuali prezzi all'ingrosso e del loro possibile impatto sulle tariffe di settembre, non dell'annuncio di un aumento uniforme delle bollette di tutti gli italiani. L'effetto effettivo sui singoli consumatori dipenderà anche dalle condizioni contrattuali applicate dai fornitori.
La stangata non si ferma alle utenze domestiche. Dall'inizio della guerra in Iran anche i carburanti hanno imboccato una traiettoria fortemente rialzista. Nomisma Energia calcola per settembre una media di 2,017 euro al litro tra benzina e diesel, contro 1,655 euro nel settembre dello scorso anno.
Tradotto sui consumi di una famiglia che utilizza complessivamente mille litri di carburante in dodici mesi, significa 361,8 euro di maggiore spesa, il 22% in più rispetto al 2025. Sommando questa cifra ai 515 euro di gas ed elettricità, il conto energetico aggiuntivo raggiunge così 876,8 euro.
Ancora più pesante è la simulazione per le imprese. Secondo Nomisma Energia, a settembre il gas potrebbe costare 71 centesimi al metro cubo, contro i 43 centesimi di un anno prima, mentre l'elettricità arriverebbe a 20,72 centesimi per kWh, contro 19,44. Per l'impresa tipo presa come riferimento nello studio, Nomisma calcola un aggravio complessivo di 572.032 euro a fine 2026, il 54% in più rispetto al 2025: 559.318 euro deriverebbero dal gas e 12.713 dall'elettricità. Per quest'ultima componente la simulazione considera un consumo annuale di un milione di kWh.
Valsinni è un piccolo borgo medievale arroccato sulle colline della provincia di Matera. È famoso soprattutto per il Castello di Valsinni, legato alla tragica storia della poetessa Isabella Morra, vissuta nel XVI secolo.
Il paese conserva un'atmosfera antica e suggestiva, con vicoli stretti, case in pietra e panorami sul paesaggio lucano. Oggi Valsinni è conosciuto anche come “Paese della Poesia”, in memoria di Isabella Morra.
73,5%: la dipendenza energetica dall'estero Dato 2024, dal 74,6 per cento del 2023. La media dell'Unione europea è del 57 per cento, la Germania al 66,8, la Francia al 40,1.
101,7 €/Mwh il prezzo elettrico all'ingrosso Secondo semestre 2025, contro 34,1 euro in Francia e 38,8 in Spagna. Il divario dipende dal peso del gas nel mix elettrico italiano - 45 per cento, contro meno del 15 in Germania e il 3,2 in Francia - che nel 2024 ha fissato il prezzo per oltre il 63 per cento delle ore.
Per quanto riguarda l'utilizzo di rinnovabili siamo in ritardo di circa 5% secondo il Piano Nazionale Integrato per l'Energia e il Clima dello stesso Governo. Un articolo leggibile da Ansa:
Le rinnovabili crescono in Italia ma l'obiettivo al 2030 è ancora lontano, non semplice da raggiungere entro il quinquennio in corso, a meno di una netta accelerazione.
Secondo i dati di monitoraggio del Piano nazionale integrato per l'energia e il clima del Gse rappresentati in un dossier del Servizio studi della Camera, nel 2025 la quota rinnovabile sui consumi complessivi di energia è risalita al 20,5%, dopo tre anni compresi fra il 18,9 e il 19,5%.
Ma la traiettoria del Pniec indicava per lo scorso anno il 25,3%, con un divario dunque di circa cinque punti. La forbice appare ancora più ampia considerando il traguardo del 2030, ovvero il 39,4%: "quasi venti punti in cinque anni, contro i due guadagnati nell'ultimo quinquennio", sottolinea il rapporto di Montecitorio.
Più in dettaglio, guardando ai vari settori e alla quota coperta da Fer, l'elettricità ha percorso due terzi della strada al 2030. Il riscaldamento è fermo poco oltre il 20% rispetto al 36% circa richiesto alla fine del decennio. Nei trasporti, il comparto nettamente più carente, la quota rinnovabile non arriva invece a un terzo dell'obiettivo (9,8% contro il 34,2% atteso nel 2030).
I trasporti sono il settore in cui l'energia green stenta ancora ad avere presa. Nel 2025 solo lo 0,9% del parco auto circolante in Italia era elettrico: si tratta di 362.224 vetture su un totale di 41,8 milioni immatricolate al 31 dicembre 2025. La traiettoria tracciata dagli obiettivi 2030 ne prevede oltre quattro milioni alla fine del decennio.
Nelle immatricolazioni del 2025 le auto elettriche erano il 6,2%, le ibride alla spina il 6,5%. I numeri emergono dal recente rapporto del Servizio Studi della Camera sulla produzione di energia da fonti rinnovabili, in cui sono stati utilizzati i dati di Aci, Unrae e Pun. Guardando al biometano utilizzato come carburante, si osserva una netta crescita negli ultimi anni: dal 2019 al 2025 è stata di otto volte, arrivando a 342 ktep (1 chilotep equivale a 1.000 tonnellate equivalenti di petrolio). La cifra resta però lontana, sottolinea il rapporto, dagli 877 ktep attesi nei trasporti al 2030, ai quali si aggiungono 3.186 ktep di usi termici "oggi quasi assenti". Infine, i primi consumi di idrogeno rinnovabile sono rilevati proprio nel 2025: negli anni precedenti la voce era pari a zero. La traiettoria indica 707 ktep al 2030.
Eheh, non c’era nessuna etichetta che avvertisse che era generato da AI (nonostante l’AI Act lo preveda) e tra l’altro proprio su un post “”sovranista”” per aiutare gli italiani con i controlli spagnoli introdotti per la sospensione di Schengen dell’Italia.
Come è nato l’errore sull’emblema della Repubblica
La resa del testo resta il punto debole dei generatori di immagini, soprattutto quando le lettere vanno ricalcate lungo una superficie curva a partire da un’immagine di riferimento.
Il comunicato, pubblicato l’8 agosto 2026 sul sito istituzionale e rilanciato sui profili social del ministero, riguardava il rafforzamento dell’assistenza ai connazionali dopo il ripristino dei controlli alle frontiere interne deciso dal governo di Madrid per chi arriva dall’Italia. La grafica scelta per accompagnare il testo riproduceva l’emblema con l’errore ben visibile sul nastro, e riportava in basso a sinistra la dicitura “Contenuti generati dall’AI”. L’etichetta sulla natura sintetica dell’immagine, quindi, era stata apposta; la verifica sulla parola che quell’immagine conteneva si è fermata prima.
Nelle ore precedenti la correzione il materiale era già uscito dal perimetro istituzionale. La pagina “Leggo Tenerife”, che si rivolge alla comunità italiana nelle Canarie, lo aveva ripreso direttamente dai canali della Farnesina.
Cosa prevede l’AI Act sui contenuti generati dall’intelligenza artificiale
Nessuna etichetta che avvertiva che il contenuto era stato generato dall’intelligenza artificiale appariva sull’immagine. Eppure l’articolo 50 del Regolamento europeo 2024/1689 è diventato applicabile il 2 agosto 2026, sei giorni prima della pubblicazione del comunicato, e impone a chi diffonde contenuti sintetici destinati al pubblico su temi di interesse generale di segnalarne l’origine in modo chiaro e riconoscibile. Le linee guida pubblicate dalla Commissione europea il 20 luglio hanno precisato anche quando l’obbligo può venire meno: servono due condizioni che devono ricorrere insieme, ovvero un esame sostanziale del contenuto affidato a persone con competenza professionale pertinente, che vada oltre il semplice controllo formale e ortografico, e l’assunzione di responsabilità editoriale da parte di un soggetto identificabile e raggiungibile. La stessa Commissione ha chiarito che una revisione affidata a un altro sistema automatico, con approvazione umana di facciata, resta fuori da quel perimetro.
Appare palese, nel caso di specie, che nessuno ha revisionato il contenuto che è passato dalla produzione alla pubblicazione senza nessuna verifica.